yoga albero

L’equilibrio nello yoga, ovvero l’albero in noi

albero yogalo yoga ci permette di imparare dagli alberi. mettiamo metaforicamente radici, ci allunghiamo verso la luce, lasciamo crescere foglie e frutti tenendosi in equilibrio verso il cielo.

 

(…) lo Svedese non era riuscito a togliersi quegli alberi dalla testa. Il padrone di quegli alberi sono io. Gli sembrava più stupefacente possedere degli alberi che possedere delle fabbriche (…). Era sconcertante possedere degli alberi: il loro possesso non era uguale a quello di un’azienda o di una casa. Glieli avevano assegnati, caso mai, in amministrazione fiduciaria.  

da Pastorale americana  di Philip Roth

Ho letto questo libro nel 2004 e questo passaggio sul possesso sconcertante degli alberi mi era rimasto in mente. Gli alberi del racconto sono aceri, proprio come quello che era davanti a casa mia e che è stato tagliato proprio qualche giorno fa. Il concetto che possedere un albero fosse diverso dal possedere qualunque altro bene non mi era mai passato per la testa.

Ma perché è così? Cosa ha di importante un albero?

yoga albero
Questo albero davanti a casa mia che adesso non c’è più, era bellissimo, e in apparenza sano. Al ritorno della vacanze i proprietari lo hanno sentito scricchiolare e vedendolo bruciato in un punto, hanno supposto fosse stato colpito da un fulmine. I vigili del fuoco gli hanno dato ragione ed entro la serata è stato tagliato, completamente.

L’albero era come un vestito per l’intera strada, un vestito di luce e di ombra.

foglia ginkgoGli alberi hanno sempre suscitato su di me un gran fascino, tanto che il nome dell’associazione sportiva che ho contribuito a fondare e con la quale insegno yoga a Campi Bisenzio, Carmignano e altri comuni della Piana fiorentina, porta il nome di un albero: Ginkgo Lab • Yoga Campi dal nome del ginkgo biloba. La sua foglia ha una forma a ventaglio molto usata dall’Art Nouveau per la sua eleganza. È un albero che viene da oriente, molto diffuso in Cina e in Giappone. È considerato un fossile vivente per il sistema di riproduzione dei suoi frutti. Alcuni esemplari sono sopravvissuti al disastro di Hiroshima.

Ho trovato che il ginkgo biloba avesse molto in comune con lo yoga.

Anche lo yoga può essere considerato un fossile vivente. La disciplina nata in India migliaia di anni fa arriva ai giorni nostri con rinnovata forza grazie ai numerosi Maestri e cultori.

non a caso le forme dello yoga attingono dalla natura. Nella pratica dello yoga non poteva mancare la forma dell’albero: Vrksasana.albero yoga

La posizione dell’albero è una forma di equilibrio. La modalità di esecuzione prevede di disporsi su di una sola gamba, si solleva l’altra fino ad incastrarla nelle giunture inguinali e si solleva le braccia al cielo. Ci sono molte varianti di questa asana che vedono varie disposizioni per mani e piedi. Quando la insegno propongo sempre tre versioni che possono essere assunte in modo propedeutico per raggiungere un buon grado di equilibrio.

L’equilibrio non è innato, ci sono dotazioni individuali più o meno qualificate, ma sicuramente con l’esercizio si può molto migliorare.

Praticare la forma dell’albero, oltre che sviluppare il senso dell’equilibrio, è benefico anche sul petto, tonifica l’apparato respiratorio, apre bene le spalle e il petto, massaggia lievemente il cuore, tonifica il sistema nervoso*.

È emblematico il fatto che la forma delle radici nella terra è analoga alla chioma, tanto va un albero al cielo, tanto affondano le sue radici alla terra.

Per poter tenere la posizione è necessario ancorarsi bene alla terra, poggiando bene al suolo tutta la pianta dei nostri piedi, facendo lavorare anche le dita. Qui ci ricordiamo anche delle dita dei piedi, spesso inutilizzate nelle scarpe, delle quali ci accorgiamo solo quando le battiamo, e di solito sono molto dolorose.

yoga alberoPer riuscire a gestire il corpo nella forma è necessario rendersi conto che  l’equilibrio è una condizione dinamica. Equilibrio non è rigidità. L’immobilità è fatta di tanti piccoli micro movimenti e per raggiungerla, è necessario prendere atto. Accettare le nostre piccole oscillazioni ci permette di mantenere il corpo su di un solo piede.

Equilibrio è per lo più concentrazione e vi potrebbe essere di aiuto guardare un punto fisso, fisico, reale oppure mentale. Qualcosa su cui ancorare il proprio pensiero, tenerlo lì con noi nel momento presente, sullo splendido insieme corpo-mente-respiro, raggiungendo l’unione, lo yoga.

Dove va la mano vanno gli occhi
Dove vanno gli occhi è l’attenzione
Dov’è l’attenzione è l’emozione
E con essa l’estasi vibrante.
Natya Shastra

L’albero è la rappresentazione della vita e della sua ciclicità, della sua graduale crescita leggera verso il cielo.

È per questo che mi piacciono gli alberi, hanno sempre qualcosa da insegnarci e lo yoga trasporta la loro saggezza sul nostro corpo, rendendola tangibile.

 


*da Il grande libro dello yoga, di Gabriella Cella, pag. 113

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *