asana e simbolo

Asana e simbolo: Malasana la ghirlanda

Lo yoga non è ginnastica. Lo yoga è qualcosa oltre l’esercizio fisico. Oltre le Asana *, le più conosciute forme fisiche dello yoga.

Semplificando al massimo – e banalizzando – lo yoga è una disciplina composta da precetti e attività tra corpo, respiro e mente. Un percorso, uno stile di vita. Una modalità di auto educazione. Un aiuto per vivere meglio.

QuaL è il mezzo con cui lo yoga arriva a relazionarsi con il nostro profondo?

È con il simbolo che lo yoga tocca le nostre profondità. Lo Yoga Ratna valorizza queste potenzialità. Abbiamo già parlato di simbolo e metodo Yoga Ratna, con questo post affrontiamo nel merito un’asana – malini asana o malasana la ghirlanda –  e capiamo meglio come il simbolo agisce.

Mala Asana, la posizione della ghirlanda

dedicata Malini, la dea della ghirlanda

La Mala è una ghirlanda, una collana di bacche di rudraska o di tulasi, o ancora di legno sandalo o in pietre preziose. È composta da 108 grani. Si usa per pratiche di meditazione o per recitare i mantra. È posto al collo dei Maestri. Di per sé è un simbolo onorifico e di buon auspicio, oltre che scaramantico.

I mercati indiani sono colmi di ghirlande di fiori che vengono indossate in occasioni di festività o cerimonie religiose. Si dona una ghirlanda di fiori alla sposa nel rito del matrimonio.

asana e simbolo

È anche un simbolo di vittoria.

È presente in alcune raffigurazioni terrifiche di Shiva come una corona di teschi ad indicare la relatività dell’esistenza umana. È corona di fiamme nei bronzi di Shiva Nataraja – il signore della danza cosmica. Le fiamme sono il simbolo della dissoluzione che Shiva rappresenta, il “Signore che distrugge”. Sarà lui che quando tutto finisce, libererà la cavalla di fuoco che prosciugherà la terra e che lascerà solo polvere attraverso il fuoco della conoscenza. Anche Kali, la raffigurazione terrifica della Shakti di Shiva, è raffigurata adornata da una corona di teschi, quando sono 50 teschi rappresentano le lettere dell’alfabeto sanscrito, sillabe come semi tramite le quali possiede la saggezza.

 

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Come si esegue

In posizione eretta, distanziare le gambe come la misura del bacino, mantenendo i piedi paralleli e i talloni possibilmente a terra. Inspirando si allunga bene la colonna verso il cielo, espirando si scende aprendo le ginocchia e collocando all’interno le spalle. Mani giunte davanti al petto. Se si è comodi gli avambracci allineati possono recarsi a terra davanti ai piedi.

La forma di Mala Asana, è una postura rannicchiata, dove a ginocchia piegate ed aperte si portano le spalle all’interno di esse e le mani arrivano sotto le piante dei piedi. Il corpo diventa una ghirlanda attorno al bacino aperto, dove è localizzato il chakra della radice, punto focale dal quale tutto prende forma.

benefici

È una pratica adatta anche alle gestanti. Da praticare con cautela nella parte finale della gravidanza, facendo attenzione ad eventuali fastidi dati dalla posizione della testa del bambino. Aiuta la fase espulsiva e tonifica la muscolatura dell’interno coscia, mantenendo elastiche legiunture di ginocchia e caviglie.

Lavora allungando la colonna vertebrale, aiuta ad alleviare dolori nell’area lombare ed è un toccasana in caso di cistite.

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*La parola Asana  in sanscrito è neutro, e sarebbe corretto in italiano tradurla al maschile. Ma io per simpatia preferisco adoperarla al femminile. Non me ne vogliano i cultori della lingua, so di essere in torto

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