sankalpa

Concretizza i buoni propositi per il 2017 con il Sankalpa e la traccia per il rilassamento guidato

All’inizio dell’anno ci viene naturale darci dei buoni propositi, esprimere i nostri desideri di miglioramento e valorizzazione della nostra vita e della nostra persona.

Spesso la pratica yoga è un buon proposito che ci prefiggiamo di iniziare, di intensificare o di riprendere.

Nello yoga esiste il concetto di Sankalpa. Letteralmente si traduce come intendimento, proponimento. È un pensiero che il praticante sceglie personalmente, facendolo emergere dal cuore e dalla mente. Lo si può pronunciare all’inizio di una pratica di meditazione o all’interno di una pratica di yoga nidra, la pratica di rilassamento detta anche “del sonno cosciente”.

È significativo esprimere un proprio Sankalpa all’inizio di un percorso e caricarlo di valore per tutto l’anno a venire.


Nel multitasking quotidiano, esprimere un Sankalpa, può essere un auto-guida fondamentale per orientarsi nelle multiple sollecitazioni del mondo esterno.

Come spesso succede le pratiche antiche trovano nuovi risvolti, spesso più calzanti ai contesti contemporanei.

Se siete donne freelance e conoscete la bella community che è cresciuta attorno alla figura di Gioia Gottini, coltivatrice di successi, avrete già sentito parlare della parola dell’anno. Magari l’avete già trovata grazie con un corso on line e vi siete fatte realizzare anche una tazza personalizzata per tenerla tra le mani tutto l’anno, oppure un gioiello come Claudia. Invidia!

Io ce l’ho in mente ma devo ancora personalizzarla e non ho ancora utilizzato l’hastag:
#woty17 – la tua parola dell’anno per il 2017 – ma mi sto appunto dando da fare!

Spulciando in rete si trovano fior fior di guru di coaching e comunicazioni nel mondo anglofono e non, che suggeriscono varie modalità per individuare la vostra parola dell’anno. Sicuramente sono tutti metodi apprezzabili e validi per individuare la nostra voce e lasciarla uscire, posandola su di una parola e caricandola del significato giusto per esserci di aiuto nella vita.

Cos’altro non è – la parola dell’anno – se non un Sankalpa, il nostro proponimento della pratica yoga riversato sull’anno che sta arrivando?

Se preferite arrivarci tramite test psicologici o modalità analogiche ed intuitive sta a voi sceglierlo. …e perché limitarsi ad uno solo? ?

Se come me, siete interessati ad ascoltarvi dentro grazie allo yoga, questo è il mio suggerimento.

Cercatela dentro di voi, la vostra parola dell’anno.

Trovate un vostro momento di raccoglimento, magari dopo una lezione di yoga, ascoltate quello che affiora tra mente e cuore per giungere a formulare una parola, una frase, un proponimento valido per il 2017. E dopo? Lasciatela risuonare dentro di voi grazie alla vostra pratica. Ripetetevela prima di una pratica di ascolto del respiro o di meditazione, meglio ancora durante lo yoga nidra, la pratica del sonno cosciente.

Sembra facile ma come si fa?

Se già praticate yoga e andate costantemente a lezione, parlatene con il/la vostra insegnante, credo che sarà contento/a di aiutarvi.

Se non praticate e volete comunque provare vi invito a prendervi 10 minuti per voi e ascoltare questa traccia audio da me composta. Non vi aspettate un suono da sala di registrazione ?.Non è niente di professionale, anzi si sente che prendo disinvoltura lentamente, l’inizio è più impacciato della fine. Se vi può essere di aiuto sono contenta di condividerla con voi. 

Scarica QUI la tua traccia audio per il rilassamento guidato

dieci minuti di rilassamento guidato gratuito per te.

Il concetto di Sankalpa è già presente nei testi antichi dello yoga, ma ha ritrovato nuovo vigore nell’ambito dello Yoga Nidra, con la figura di Swami Satyananda, figura emblematica per la diffusione dello yoga in occidente nel XX secolo.

Nella mia proposta di insegnamento – fedele alla metodologia Yoga Ratna della Maestra Cella di cui ho già parlato qui in occasione del Poster© – propongo sempre alla fine di una lezione una breve pratica di rilassamento, yoga del “sonno cosciente”.

Trovati una posizione comoda. Sdraiati sul letto o a terra su di un tappetino nella posizione di Savasana – che letteralmente si traduce “cadavere” – decisamente molto abbandonato!

yoga per gestanti rilassamentoSe sei incinta oltre il sesto mese di gravidanza, prediligi una posizione di fianco, come me in questa foto.

Disponiti schiena a terra con i piedi leggermente distanti e le braccia distanti dal busto. Usa pure cuscini piccoli sotto la nuca o se necessario per disporre comodamente la schiena a terra, anche sotto la fascia lombare. È il tuo rilassamento, trovate la tua posizione comoda. Fai in modo che nessuno ti disturbi, nemmeno il gatto, tantomeno il cellulare.

Prenditi un quarto d’ora di tempo tutto per te e ascolta il file audio.

Andremo con gli occhi della mente, con la capacità di sentire e rivedere il corpo anche se immobile a terra, a percepire ogni singola parte e a rilassarci profondamente grazie al respiro e alla mia voce che ti guida. Parcellizzeremo il corpo per poi ascoltarlo nella sua completezza, sempre servendoci del nostro respiro e in parte della nostra immaginazione e capacità di rivederci. Prima del rilassamento, prenditi del tempo per formulare il tuo Sankalpa. Te lo ricorderò all’inizio della pratica e poco prima che si concluda ti chiederò di ripeterla mentalmente tre volte dentro di te.

Se cerchi approfondimenti sull’argomento ti consiglio questi due testi:

Rilassamento Yoga. Combattere lo stress e ritrovare la felicità di Gabriella Cella
Yoga Nidra si Swami Saraswati Satyananda

 

Ma non è finita qui. Se ti piace tenerla presente , e magari averla a portata di sguardo tutti i giorni, perché non realizzare un bel mandala colorato che porta sul suo centro proprio il tuo pensiero? Io lo farò e mi ispirerò ad alcune di queste immagini.

La mia parola dell’anno?

Entusiasmo

È venuta lei da me! Giuro. Il giorno del solstizio di inverno ho partecipato ad un rito, ho bruciato, letteralmente, le parole della qualità che non volevo portare con me dell’anno vecchio e ho pescato una parola ispiratrice per il prossimo anno.

Mi è piaciuta, mi suona mia. Il mio 2016 è stato l’anno del fare. Dopo la pausa della maternità avevo bisogno di dare una spinta alle mie attività, concretizzare, ripartire. Per questo nuovo tempo che mi aspetta, voglio dedicare a provare gioia in ogni energia che spendo, in ogni scelta che faccio.

Buono anno, godetevi ogni attimo anche quelli noiosi.

È la noia che ci permette di avere tempo e spazio per creare momenti felici. 

…vero è che sono un po’ in ritardo per gli auguri di buon anno, ma siccome mi voglio far perdonare e mi piace condividere quello che mi è utile, i download non finiscono qui! Ho altri regali pronti per voi.

Giovedì 19 gennaio per gli iscritti alla Newsletter arriveranno gli ultimi tre yantra dei chakra superiori. Ne abbiamo parlato qui. Gli Yantra sono le immagini sintetiche per le concentrazioni su supporti visivi già pronte su un file per la stampa. Non siete ancora iscritti alla Newsletter?

Iscrivetevi riempiendo il form a questo link.

Vi scriverò solo una volta al mese, e anche un po’ meno spesso, ma sicuramente con tanto #entusiasmo.

…E se proprio vi dovessi mancare, potete leggermi con cadenza (quasi) settimanale su questo blog. Per non farvi passare nemmeno un post potete iscrivervi a ricevere via mail la notifica del post dalla colonna qui di fianco.

E se ti va, lascia un commento e raccontaci come è andato il tuo Sankalpa!

Vi riporto di seguito una citazione del famoso yogi tantrico Èric Baret, perchè possa esservi di ispirazione

Lasciate ogni percorso spirituale. Restate a casa vostra. Gettate i vostri tofu e la pretesa di pace attraverso l’alimentazione, lo yoga o il tai-chi-chuan. Guardate. Sentite. Guardate quanto fuggite dalla realtà quotidiana. Nessuna ricetta, nessun esercizio, nessuna attitudine da perseguire. Essere lucidi. Sentite la pena, la tristezza, la paura. È Dio in attività. È la vostra fortuna. Quando non pretendete più che le cose dovrebbero essere diverse da come sono, ma vi donate a ciò che è nell’istante, tutto è possibile.
Éric Baret

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