yoga e alimentazione

Yoga e alimentazione, diversi libri, ma solo uno “doppiamente buono” e decisamente interessante

Durante le vacanze di natale, lasciai distrattamente in bagno una rivista di yoga. A mio padre cadde lo sguardo su un articolo che parlava di alimentazione nella pagine finali della rivista che di solito sono dedicate a yoga e alimentazione. Mi chiese di poter vedere anche i numeri arretrati per poter leggere la rubrica Yoga e alimentazione. Sapevo già chi era l’autrice: Emina.

Ho avuto l’occasione di conoscere Emina Cevro Vukovic come docente al corso di formazione yoga per bambini di AIPY. Per diversi motivi, mi è piaciuta molto. L’ho conosciuta come giornalista e insegnante di yoga, per adulti e bambini. Non sapevo che uno dei suoi cavalli di battaglia fosse l’alimentazione.

Il cibo, come sceglierlo, come cucinarlo, è da sempre per me una fonte di curiosità. Sarà che sono tremendamente golosa… Quando da quell’articolo su YogaJournal ho saputo del suo nuovo libro Doppiamente buono, ho resistito ben poco prima di acquistarlo e leggerlo.

Emina è una giornalista e una maestra di yoga. Come me ha frequentato la scuola SIYR di Gabriella Cella. Ancora prima che lei lo raccontasse, l’ho capito durante una sua lezione. Parlava della sua Maestra con la stessa mia stima, affetto e gratitudine. Proprio come io parlo della mia!

Le sue lezioni al corso yoga bambini di AIPY  sono state molto interessanti. Suo era il compito di istruirci sulle modalità di proposta di yoga per bambini in studio. Insegnamenti validi e preziosi. Ma credo di poter osare dicendo che, ancora di più delle informazioni, prezioso è stato il suo esempio di insegnante, di donna e di yogini. Una persona corretta e coerente.

“Non si insegna quello che si sa o quello che si crede di sapere: si insegna e si può insegnare solo quello che si è.” Jean Léon Jaurès

Questa impressione che mi ero fatta di persona, è stata riconfermata dalla lettura del libro. “Doppiamente buono” è un libro interessante e piacevole per diversi motivi affini con yoga e alimentazione.

Parla di lei, della sua esperienza, della sua famiglia. E nel primo capitolo propone proprio di ritrovare e coltivare le proprie radici, anche quelle alimentari. In calce ad ogni capitolo propone dei veri e propri esercizi di consapevolezza. Li ho trovati geniali e commuoventi. Almeno per quello che hanno lasciato alla mia mente.

La baclava della nonna di Emina che percorreva nelle scatole di cartone chilometri nei camion tra Italia e l’allora Jugoslavia, mi ha fatto tornare alla mente la polenta della mia nonna paterna.

Mia nonna era parsimoniosa. Riusciva a chiedere lo sconto anche quando andavamo a comprare il gelato a 50 lire. Io ho sempre pensato che il gelataio mi mettesse qualcosa in meno sul cono proprio per la continua scocciatura delle sue richieste. Quando faceva la polenta, la mia nonna parsimoniosa non risparmiava mai. Ne faceva sempre una gran quantità. Non ricordo di averla mai mangiata appena preparata, la polenta. Mia nonna metteva la polenta nei piatti fondi, nelle pentole e ne tirava fuori dai gran panetti duri e sodi, color dell’oro. Li tagliava a fette e passava le fette su una gratella nera come il carbone che riscaldava sulla cucina a gas.

Era un ricordo completamente dimenticato. Doppiamente buono lo ha fatto venire a galla.

Il libro prosegue con interessanti riferimenti alla macrobiotica e all’incontro che l’autrice fa con la proposta di Ohsawa. Mi ha interessato talmente tanto che sto continuando a leggere sull’argomento. Ma la Macrobiotica non è l’unico approccio alimentare che affronta. Cita un po’ tutti le tradizioni che comprendono il connubio tra cibo e cammino spirituale, dalla Ayurveda alla scienza di Galeno.

Se ne ricavano validi e semplici suggerimenti su yoga e alimentazione per nutrirsi con coscienza e consapevolezza. Disinteressati. E non credo di poter dire lo stesso di tanti programmi tivù.

Incredibili ed allarmanti sono le storie di ordinaria violenza che subisce il cibo che arriva sui nostri piatti. Magari ne abbiamo già sentito parlare, di fatto viviamo in un mondo mediatico, tra web e tivù si sente di tutto. Questo testo è costellato di riferimenti ad altri volumi e/o articoli che vi permetteranno di verificare i contenuti. Io credo sia fondamentale avere fonti certe e confermate.

Per la seconda metà, il libro comprende più di 160 ricette divise in menù stagionali a sostegno di una pratica cucina etica e gustosa. Io ne ho già sperimentate alcune del menù invernale e il volume ha già trovato il suo posto d’onore nella mia cucina e nel mio cuore. Se vi interessa l’argomento cucina consapevole, yoga e alimentazione, questa è la lettura che va per voi. Magari non aggiungerà niente di nuovo se siete esperti, ma vi offrirà spunti decisamente interessanti. …e poi fa grafica vi posso dire che è proprio un bel manufatto, ben impaginato, chiaro negli indici e nei titoli, e decisamente con delle belle illustrazioni di Eloisa Schichilone, creatrice dell’orso Merudan ^_^.

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