Viaggio in camper verso i paesi baschi

Viaggio in camper verso i paesi baschi – seconda parte

Sono bastati tre giorni per prenderci gusto. Finalmente il ritorno alla vacanza itinerante, dopo anni di vacanze stanziali a misura di bambino, siamo tornati a vedere il mondo. Un mondo diverso ogni giorno, come piace a noi. E chissà che piano piano non possano prenderci gusto anche le nostre bambine. Nel post precedente ho raccontato la prima parte del nostro viaggio in camper verso i Paesi Baschi, qui vi racconto il seguito.

viaggio in camper verso i paesi baschi san sebastianquinta tappa: Destinazione San Sebastian

Al mattino, prima di ripartire pronti a varcare i confini con la Spagna – finalmente! – facciamo razzia di prodotti made-in-france in un Intemarché. Come resistere alle mille coniugazione del latte francese!?

San Sebastian è la meta prioritaria del nostro Viaggio in camper verso i paesi baschi

Debbo a questa città l’iniziativa della vacanza.

Il mio Guru-marito per anni ha sostenuto di non voler tornare dove era già stato. “Ci sono troppe cose belle nel mondo da vedere per tornare dove si è già stati“. Le sue parole suonavan più o meno così. E lui a Sen Sebastian, come in gran parte della Spagna c’è già stato.

Poi un giorno di aprile è arrivato a casa con la proposta del camper a noleggio e a fine luglio vediamo San Sebastian.

E piove, ma si sA, d’altronde ogni perturbazione che si rispetti nasce sull’Atlantico…

Troviamo posto in una piazzola ai margini della città, nella zona universitaria, di nuovo le bici qui son servite. Con meno di 15 minuti di pedalate siamo in centro e ci gustiamo tapas anzi no, qui si chiamano pinchos y cerveza.

La città vecchia è un gioiellino di vicoli.

La bimba-grande sceglie un bel locale con tutto-sto-ben-diddio sul banco e la bimba-piccola invece s’indigna a tal punto quando il padre mette i pinchos sul tavolo, che per calmarla ci è toccato mangiare a turno, prima io, poi lui.

Da genitori si apprende l’arte di apprezzare il cibo ingurGitandolo.

viaggio in camper verso i paesi baschi san sebastian

Girovaghiamo tra i vicoli e ci concediamo anche un secondo giro di pinchos nel posto più alla buona, dove i tovaglioli sostano in geologici strati sotto il bancone.

Proviamo anche un caffè indigeno e ringraziamo di avere con noi gas e macchinetta.

Riprendiamo la bici e ci dirigiamo vero “la spiaggia di città più bella del mondo” a dire del mio Guru-marito. In effetti è un gran bel colpo d’occhio. La nuvola c’è sempre ma le condizioni sono tali che la primogenita si fionda in mare vestita e la piccina la segue.

Sprovvisti di tutto per asciugarle e rivestirle ci arrangiamo e dopo un’oretta di sguazzo ci sorbiamo nella biblioteca sulla spiaggia per la lettura animata della storia dei tre porcellini, in basco.

Non in spagnolo, in basco.

Facciamo appena in tempo a rimetterci sulle due ruote che piove. Piccole, fitte e intese gocce di pioggia. Le lasciamo passare al sicuro del camper, tiriamo fuori felpe e pantaloni lunghi.

Prima di coricarci (dormire poco, c’è sempre quello stato di insicurezza) ci facciamo, di nuovo all’asciutto, una passeggiata con il carrito nel quartiere residenziale dove siamo parcheggiati e qui socializziamo con i bambini che giocano liberamente nella piazza. Come facevo io negli anni ’80. Mamma scendo giù a giocare. Così i coetanei di mia figlia fanno a San Sebastian. Fortemente attratti dal maschio della nostra tribù, lo riempiono di domane sul gioco del calcio.

Spagna e Italia, un solo popolo unito dal gioco del Calcio e dalla Champions League.

Sesta tappa: a schivar la pioggia a bilbao

Le previsioni mettono pioggia e siamo costretti a lasciare la nostra tanto amata San Sebastian rincorrendo il bel tempo.

Proposito mal riuscito.

Il giorno dopo siamo ma Bilbao. Parcheggiamo in città il nostro camper nel quartiere con diversi negozi arabi. Andiamo a piedi verso il Guggenheim e prima di infilarci dentro il museo ci riempiamo lo stomaco di pinchos y cerveza, y calamaros.

viaggio in camper verso i paesi baschi Dentro il museo non piove, e sarà anche per questo che la fila si allunga, come l’attesa.

Edificio di Frank O Gehry si dimostra un po’ come lo hanno descritto, una scatoletta (di tonno) con spazi poco funzionali per le esposizioni.

Un’unica grande opera può valere la visita: Richard Serra – la materia del tempo.

Per via di una pioggerellina insistente, di Bilbao non abbiamo potuto vedere altro, ma sicuramente avrebbe meritato visitare lo spazio esterno prossimo al museo e il centro storico della città. La pioggia incalzante e ci ha cacciato in collina, all’area sosta camper che domina la città.

Qui abbiamo conosciuto Malina, e i suoi genitori di Amburgo. Abbiamo conosciuto le Carte UNO, che hanno colorato le nostre serate, una volta recuperate un mazzo nella tappa successiva. Conoscere ogni sera un nuovo compagno di giochi è stato un traino per la mia bambina grande, una possibilità di confronto e di crescita, un’educazione alla scoperta e alla separazione.

viaggio in camper verso i paesi baschi burgossettima tappa: Burgos

Saremmo rimasti volentieri sulla costa, esplorando meglio la regione dei Paesi Baschi. Questo era il nostro intento prima di partire. Ma la nostra nuvolina minacciava di non lasciarci mai, e di mostrarci per tutta la vacanza  un volto da cielo piovoso.

La libertà del camper ci ha permesso di disfare i nostri piani e ci siamo spinti verso la Castilla Y Leon.

Burgos vanta tra le più belle cattedrali gotiche della Spagna, degne delle omologhe francesi. Qui la nostra primogenita ha avuto l’infatuazione per le audioguide. Abbiamo così studiato ogni fiorito dettaglio di questa candida struttura di pietra, che ha preso la maggior parte del tempo di questa nostra sosta.

Burgos è sulla via di Santiago e ricorrenti sono i richiami al percorso dei pellegrini.

È una città cinta da mura con una bella Plaza Mayor e si apre lungo un corso d’acqua con rigogliose Rambla per il passeggio.

La periferia prossima alla città è compostamente abitata. Vicino all’area di sosta gruppi di immigrati disputavano gare multidisciplinari: pallavolo, pallacanestro, calcio, inondati di musica, risate e birra.

ottava tappa: toledo, anzi no! segovia.

Ripartiamo pensando di arrivare fino a Toledo, ma siamo folgorati lungo la strada da Segovia. Credendo di poter raggiungere agevolmente da lì la capitale in treno, lasciamo l’autostrada che ci portava a Toledo, per conoscere più da vicino la provincia più grande della Spagna, attraversare distese di paesaggio dove la natura predomina sui manufatti dell’uomo.

viaggio in camper verso i paesi baschi

A Segovia ci arriviamo accaldati dopo 60 km di strada normale. Parcheggiamo la nostra casina viaggiante nel parcheggio gratuito nei pressi dell’arena e dopo una brevissima siesta ci precipitiamo sotto il sole delle 16 a visitare la città.

Ci abbiamo messo un po’ ad uniformarci agli orari spagnoli. Colazione alle 12, pranzo oltre le 14 e merenda alle 18 ecc. Ci siamo riusciti solo a casa.

Segovia è dominata da uno splendido acquedotto romano che si trova dentro la città.

Grosse pietre sovrastanti formano gli archi alti e invadenti. La città è nascosta. Pur essendo su di un’altura, non la vedrete se non già dentro. Un po’ come Ragusa Ibla.

Di fianco alla piazza centrale si staglia la cattedrale gotica che ci ha tenuto per qualche ora al riparo dal caldo. Ahimè senza audioguida, per il dispiacere del mio Fiorellino. Dalla parte opposta della città, c’è un castello che domina il dirupo di terra rossa su cui la città è collocata e il suo territorio.

E la gastronomia?

Dalle vetrine cittadine abbiamo capito che non potevamo andarcene senza aver assaggiato il dolce tipico, Ponche, una sorta di pan di Spagna rivestito di pasta di mandorle.

Ottimo. Un po’ meno il caffè che lo accompagnava. Ma nel nostro Viaggio in camper verso i paesi baschi la moka ci accompagna.

Città che vai amici che trovi

A fianco delle nostra casa mobile avevano parcheggiato anche i due genitori orlando-australiani (si può dire?) di Sylvie e Oliver che nelle loro 10 settimane prima di emigrare in Australia giravano l’Europa su quattro ruote.

E abbiamo conosciuto anche Manuel, il guardiano del vicino cantiere edile che ci ha confermato quello che temevamo. Andare in treno a Madrid sarebbe stato complicato, la stazione dell’alta velocità che collega in mezz’ora alla Capitale era nel niente, un po’ come quella di Reggio Emilia, e quella cittadina raggiungibile a piedi ci avrebbe portato a Madrid in troppo tempo. Per di più la nostra piccina non sembrava in fortissima, il Regina Sofia chiudeva la domenica pomeriggio e abbiamo detto arrivederci alla prossima alla Guernica di Picasso che puntavamo per la il giorno dopo.

cambio di programma e come alternativa la strada del ritorno

C’è una terza puntata martedì prossimo – 15 agosto – nell’intenzione di farmi durare anche i benefici del viaggio. Qui, se non l’hai già letta, c’è la prima puntata di Viaggio in camper attraverso i Paesi BaschiAu revoir!

 

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