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Viaggio in camper verso i Paesi Baschi – terza parte

Ed eccoci alla terza ed ultima puntata del Viaggio in camper verso i Paesi Baschi. Qui trovate rispettivamente la prima e la seconda puntata del resoconto che mi ha aiutato a metabolizzare il  ritorno a casa dalla vacanza itinerante e far perdurare la felicità.

nona tappa: soria, questa sconosciuta

viaggio in camper verso i paesi baschi

 

Dopo la sorprendente Segovia (2a tappa) e la delusione  per non aver potuto toccare la Capitale e inchinarsi alla celebre Guernica, non rimaneva che puntare ad una alternativa che ci avvicinasse verso casa, riprendendo la strada del ritorno.

Succede sempre così, da quando sono bambina. Proprio quando inizi a prenderci gusto, la vacanza è già finita.

cambio di programma e nuova alternativa: la strada del ritorno

Abbiamo puntato Soria, città di cui sapevamo poco. L'unica cosa che sapevamo, e che ci era sufficiente, era la collocazione: a metà strada tra la nostra partenza, Segovia, e il nostro punto di arrivo, Saragozza. Con le bambine altro passo non sarebbe stato possibile.

Dal nostro librone Guida Camper Europa 2017 avevamo visto che a Soria ci aspettava una sosta camper "tollerata" lungo un fiume.

Si, librone, avete capito bene. Perché le App da Camperisti sono tutte utilissime, il fatto che il traffico dati da quest'estate non sia più soggetto ai costi del roming è stato fondamentale per muoverci giorno giorno. Ma la carta c'è sempre. Quando la linea manca, o è talmente lenta da farti passare la voglia, la carta è lì a fianco a te. Per fortuna l'avevamo comprato. Si è rivelato anche più aggiornato delle App.

In moto di buon ora abbiamo fatto i nostri 250 km (media) quotidiani per strade statali tra la terra rossa, il cielo e le pale eoliche. È un gran bel viaggiare, il ritmo lento delle strade normale. Vedi. Vedi il paesaggio e la vita che si svolge dove passi. Cosa che non riesci a fare nel ritmo delle strade veloci a pedaggio. Ma spesso è il tempo che detta la strada.

Contemporanei mulini a vento

Gli impianti eolici, come moderni mulini a vento, invadono e pervado il paesaggio. Maestose, le pale animano lo spazio tra il cielo e la terra, intermediari tra l'immensità del cielo e la piccolezza umana.

È domenica, a Soria.

Quando sei in vacanza spesso perdi la cognizione del tempo. Le giornate passano all'insegna dello stesso obiettivo: viaggiare, divertirsi e godersi il momento. Poco importa il giorno della settimana.

A Soria si respira aria di domenica. Ci siamo concessi il lusso di un ristorante vero e proprio, e ci siamo resi conto di aver scelto la capitale della gastronomia di calibro (pesante!) per farlo! Sembra che uno dei piatti tipici che porta proprio il nome della città sia un pezzo di pancetta alto due dita messo in forno a fare la crosticina e servito freddo a cubetti. Io non ho osato, ma ammetto che ancora ci penso.

La città è ricca di bei monumenti, ma nell'insieme, niente di particolare. Con gli abitanti di Soria non siamo riusciti ad entrare in contatto. A dire il vero poche le occasioni e scarse le proposte di socializzazione. Prima del ristorante ci eravamo addirittura seduti ad un bar il cui cameriere ci ha suggerito di andare dal vicino o_O.

Il lungo fiume è splendido.

Una vegetazione di alberi alti e canneti, attrezzata per attività all'aperto e il bagno. Gradevole anche l'aria di sosta tollerata dove abbiamo conosciuto una famiglia per metà spagnola e per l'altra metà messicana, con tre figli maschi, di cui ci ricordiamo solo il nome del bulletto grande, Inti.

decima tappa: saragozza la grande e barberà la piccola

Abbiamo lasciato Soria la mattina presto per la grande e maestosa Saragozza. Qui abbiamo fatto un po' di slalom tra le viuzze appena fuori dal centro storico ma siamo poi riusciti a parcheggiare il big-mezzo appena oltre il ponte di pietra sull'Ebro.

viaggio in camper verso i paesi baschiA Saragozza ci siamo dedicati al nostro passatempo preferito sull'ora di pranzo, mai troppo praticato: pinchos, ma qui già tapas Y cerveza. Shopping vario, da dolci mielosi e calorici, a giochi e borsette. Un po' di relax ci vuole quando la vacanza volge alla fine.

i giorni con il sapore dell'epilogo

Abbiamo lasciato Saragozza nel primo pomeriggio, giusto una toccata e fuga.

Siamo ripartiti diretti per la notte a Barberà de la Conca, in una coperativa vinicola nello splendido paesaggio della Catalunya, oramai tutto vigneti e dolci colline.

Un po' come essere a casa, sotto grandi silos di vino rosè e profumatissimo. Il benvenuto è arrivato dall'autista dell'autocisterna che stava caricando il vino dai silos, che ci ha omaggiato di una bottiglia.

Nel piccolo paese, ormai assuefatti agli orari degli indigeni, abbiamo condiviso con loro l'aperitivo nell'unica piazzetta del paese mentre le bambine giocavo con altri piccoli catalani sulla piazza.

Barberà de la Conca,

undicesima tappa: Leucate plage

Dall'acqua siamo partiti e dall'acqua vogliamo ritornare.

leucate plage: no Cote Azurre, no Camarque ma Roussillon

Barberà de la Conca,Un istmo di sabbia tra stagno e mare inondato dal vento e grazie alla nostra nuvoletta, anche poco sole. Area di sosta per camper enorme proprio sul mare. Suggestiva e comoda sosta, con tanto di pane fresco e brioche alla mattina grazie a Marco il fornaio. Le vacanze sono fatte anche di comodità.

Qui abbiamo conosciuto Simone e i suoi genitori italiani expat in Inghilterra. La sua gioia nel trovarsi a fianco di un camper italiano e con la possibilità di bambini italiani mi ha veramente emozionato.

Si dice che per i bambini la dimensione ideale di vacanza è quella "stesso mare, stessi compagni di gioco". Sicuramente più comoda per crearsi delle amicizie. Ma non è altrettanto interessante trovarsi ogni giorno in posti diversi e con compagni di gioco di varie nazionalità? …e soprattutto con genitori entusiasti del viaggio e non stremati dalla routine? Noi lo scorso anno ci siamo spiaggiati in un comodo campeggio a 4 stelle. Al mio guru-rasato-marito gli si drizzano ancora i capelli (dentro) la testa al ricordare i costi, ma ricco di comodità. Nonostante gli accessori, bagni, piscine, docce in spiaggia ecc. ci siamo stancati lo stesso. In egual modo, con la differenza che non eravamo entusiasti delle vacanze. Quindi secondo me vige la regola: genitori felici, bambini felici.

Ciao Leucate-Plage, solo il rimpianto di averti lasciato il pallone della Peppa ad inquinare in mare (ovviamente colpa del vento non nostra!) e il non aver potuto fare il bagno per il troppo vento. Ci tornerei, soprattutto da quando ho saputo che lì vicino c'era un allevamento di ostriche.

DODICESIMA TAPPA: PROVENCE

Da Leucate come affetti da sindrome bipolare, ci siamo trovati in un paesaggio decisamente diverso in Provenza. Abbiamo sostato vicino ad Aix, in un campeggio bomboniera in una pineta e alberi alti e fitti, in località Peynier. Io fantastico da anni di passare la pensione a leggere la letteratura russa che non ho mai affrontato visto la sua immensità di autori e contenuti. Ecco se dovessi scegliere un luogo dove attuare questo sogno, sarebbe lì, al campeggio più silenzioso e decoroso che abbia mai visto. Anche qui, una notte e via, bcome tutte le nostre tappe d'altronde.

Tredicesima tappa: Diano Marina

Il giorno dopo eravamo già in Italia, saltando da un pedaggio all'altro delle autostrade francesi.

Per quest'ultima sosta abbiamo scelto Diano Marina, fornita di ben tre grandi aree sosta camper, grandi e capienti. Abbiamo cenato all'ottima TavernaZero nel centro città. Validissima combinazione. Da toscana faccio fatica a concepire la Liguria come meta di vacanza al mare, spiagge strette ed affollate, spazi a ridosso dell'autostrada.

Ma Diano si è rivelata un'ottima sosta per il mix mare, sosta camper e cena.

Il camper oramai è già in viaggio con altri temporanei proprietari. Rimarranno con lui e con noi i 3800km che abbiamo fatto insieme.

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