storia dello yoga moderno

Storia dello yoga moderno ( I parte)

Se come me vi siete fatti domande sui numerosi stili di yoga e sulla storia dello yoga moderno, accoglierete sicuramente con piacere il numero di Maria Angelillo sul Modern Yoga. Si tratta di un fascicolo della collana Yoga Teoria e Pratica nata dalla collaborazione tra Corriere della Sera e YANI Associazione Nazionale Insegnanti Yoga, associazione di cui anche io faccio parte.

Il volume è un’opportunità per avere raccolte in poche pagine informazioni che, altrimenti, avreste dovuto rimettere insieme attraverso diverse letture.

Modern Yoga è una breve ma esaustiva guida che ci illustra con precisione come e quando nasce l’interesse allo yoga come lo intendiamo noi. Ripercorre in poche pagine la storia dello yoga moderno.

Ma veniamo ai punti salienti.

con Modern Yoga o yoga moderno, cosa si intende?

Con la formula Modern Yoga si definisce una varietà di sistemi disciplinari e dottrinali che si sono sviluppati attraverso il convergere di ampi fattori eterogenei e soprattutto dall’interazione tra oriente e occidente, a partire dalla seconda metà dell’800.

Attualmente noi per yoga intendiamo un articolato insieme di esercizi e tecniche, che coinvolgono l’aspetto psico-fisico, finalizzata al benessere. Questa accezione del termine nasce a partire dal XX secolo.

Quando ha inizio la storia dello yoga moderno?

La storia dello yoga moderno è poco più lunga di un secolo, ma costellata da processi articolari e da un eterogeneo insieme di attori.

Fino al 1870 i praticanti di Modern Yoga erano individui di gruppi marginali. Lo yoga era una pratica esoterica e per pochi individui, rivolta a uomini un po’ eclettici. Era una pratica temuta e tenuta a debita distanza dalle persone inserite nella società.

modern yoga

Si attribuisce l’inizio dello yoga moderno ad una data estremamente particolare: 11 settembre 1893. In questa data si tenne il discorso di Vivekananda al Parlamento mondiale delle religioni a Chicago. Potete leggerne qui il testo completo e tradotto da Beatrice Polidori sul suo sito Visionaire.org. (foto http://www.ramakrishnavivekananda.info)

È un intervento decisamente importante perché introduce al grande pubblico statunitense ( e quindi occidentale), la tradizione hindu, caratterizzandola da uno spirito di larga tolleranza ed inclusione, minimizzandone la frammentazione in indirizzi e sistemi dottrinali. Questa rappresentazione della tradizione indiana, è determinante nella definizione di un immaginario da parte del pubblico occidentale. Al contempo fu sposata come univoca anche da gran parte degli hindu (classe media urbana), sia residenti in India che in altri Paesi.

Chi è Swami vivekananda?

Al secolo Narendranarh Data, nasce a Calcutta nel 1863, da una famiglia hindu di alta estrazione sociale e culturale. Il padre era avvocato, la madre era una donna devota e con una educazione di stampo occidentale. Anche Narendranath compie studi di stampo occidentale e sviluppa un interesse per la filosofia occidentale, per lo scientismo e la razionalità. Fu profondamente influenzato dal mistico e devoto Ramakrishna Paramahansa (1836-86), figura di grande influenza sugli intellettuale bengalesi dell’epoca. Dall’incontro con il mistico avvenne il profondo cambiamento: l’adozione della vita monacale, il cambio di nome in Vivekananda, il pellegrinaggio in diversi luoghi sacri dell’India e l’incontro con diverse personalità religiose.

Ogni religione è vera. Dio può essere raggiunto da ogni religione. I fiumi scorrono in direzioni diverse ma si riversano tutti nel mare. Nel mare essi sono un’unità.

Ramakrishna

Dopo la morte del suo Maestro si votò alla completa applicazione dei suoi ideali e insegnamenti. Per Vivekananda lo scopo da perseguire era duplice: la rinuncia e  il servizio. Il primo era adempiuto con la semplicità della vita monastica. Il servizio era quello nei confronti del proprio popolo e proprio Paese, risollevandolo dallo stato di povertà e corruzione in cui era precipitato.

Il progresso e lo sviluppo dell’India dovevano contemplare un rinnovamento spirituale e sociale. È nell’ambito di questo ambizioso programma che si colloca la sua partecipazione a Chicago nel 1893. La sua relazione riscosse enorme successo, fu il più popolare tra 700 oratori.

L’eredità di Swami vivekananda nei confronti dello yoga moderno

Due le grandi eredità di questo intervento nella storia dello yoga moderno, che diventano fattori di diffusione dello yoga in occidente:

  • l’adozione, nell’immaginario occidentale e in gran parte del popolo hindu, della visione di Induismo di Vivekananda secondo una versione semplificata del Vedanta;
  • Il distinguo tra Oriente e Occidente, che ancora vive, che vede la superiorità materiale del primo e il primato in ambito spirituale del secondo.
Vivekananda introdusse lo yoga al grande pubblico occidentale in quanto parte del patrimonio spirituale indiano.

la storia dello yoga moderno: una storia di successo

Lo yoga inizia a guadagnare popolarità in Occidente alla fine dell’800 grazie all’opera di Vivekananda. Ma non è lo stesso yoga che oggi intendiamo noi. Infatti l’illustre bengalese condannò pubblicamente la dimensione fisica e posturale dello yoga.

Il giudizio negativo nei confronti dell’hatha yoga e delle asana ha radici profonde. Risale al fatto che le forme fisiche di yoga venivano praticate da mendicanti, yogin e fakir per ottenere offerte ed erano ridicolizzate nella percezione britannica e non viste come virtuosismo ascetico. Lo sguardo britannico viene ereditato dalle élite sia occidentale che orientale.

Lo yoga di Vivekananda – da lui definito raja yoga – pone enfasi sulla condizione meditativa anche se ricorre ad alcune nozioni dell’hatha yoga, come il corpo sottile per analogie con la moderna anatomia e medicina orientale.

Su Amazon trovate una nuova traduzione ad opera di Gianni Da Re Lombardi del testo Raja Yoga di Vivekananda ed è gratuito! Se volete approfondire il pensiero di Swami Vivekananda qui trovate tutti i testi in italiano da lui pubblicati.

Si può considerare fondamentale il contributo di Vivekananda  nella storia dello yoga moderno, in quanto lo riabilita da una accezione negativa, sollevandolo dall’identificazione esclusiva con la componente posturale.

Nei primi decenni del XX secolo, in India, ma non solo, ci fu un nuovo interesse verso la forma fisica. Infatti, l’interesse per l’esercizio fisico è un comune denominatore dei movimenti nazionalisti europei e ai fautori della lotta di indipendenza dal colonialismo. Nacquero da questa esigenza di corpi sani e forti, sistemi ibridi di potenziamento e promozione della forza fisica chiamati YOGA.

Nel prossimo post ripercorriamo la storia dello yoga moderno grazie ai maggiori Maestri del ‘900.

BIBLIOGRAFIA:

Maria Angelillo, Modern Yoga – da Yoga Teoria e Pratica – Corriere della Sera e Yani

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