yoga moderno

Yoga Moderno: i grandi Maestri del Novecento

Proseguiamo il nostro percorso iniziato in questo post, nella Storia dello Yoga Moderno. Per Modern Yoga si intente una varietà di sistemi disciplinari e dottrinali sviluppati da un mix di apporti orientali e occidentali a cavallo tra XIX e XX secolo. Si tratta di un variegato insieme di esercizi e tecniche coinvolgenti corpo, respiro e mente, finalizzata al benessere dell’individuo. La popolarità di questa pratica è decisamente recente, da espressione della contro cultura della fine del ‘800 a parte della cultura di massa nel XXII secolo.

In questo secondo post sulla Storia dello Yoga Moderno, iniziamo a conoscere alcuni dei maggiori Maestri Yoga del Novecento.

Nel post precedente abbiamo approfondito i meriti attribuiti al Maestro Vivekananda per la diffusione dello yoga moderno come lo conosciamo noi. Ma a chi dobbiamo gli sviluppi dello yoga fatto di asana, pranayama e meditazione?

yoga Moderno: Krishnamacharya, il maestro dei maestri

Krishnamacharya è considerato a ragione il padre dello yoga moderno e della definizione di āsana. Fu a sua volta maestro dei maggiori maestri yoga del novecento: B.K. S. Iyengar, K. Pattabhi Jois, Indra Devi, T.K.V. Desikachar.

Vivekananda, Krishnamacharya, Pattabhi Jois e Iyengar hanno rivoluzionato la visione indiana dello yoga, attuando una sorta di processo di democratizzazione, rendendolo accessibile se non a tutti, a molti.

Tirumalai Krishnamacharya (1888-1989)

Yoga Moderno

Krishnamacharya era originario del sud dell’India, da una famiglia brahmana nei pressi di Mysore. Il padre era un noto studioso dei Veda e lo indirizzo allo studio di Patanjali e dello yoga attraverso pranayama e āsana. Nonostante morì quando Krishnamacha tua fosse ancora giovane, gli rivelò di discendere da un leggendario yogi del IX secolo, che K. ebbe la straordinaria occasione di incontrare in una esperienza visionaria durante un pellegrinaggio. In quella mistica esperienza,  il suo antenato condivise con lui i versi di un testo Yoga Rahasya andato perduto (attualmente ristampato grazie a questa visione). Molti tratti del suo insegnamento possono essere ritrovati embrioni in questo testo tradotto in inglese per mano del figlio Desikachar.

Trascorre la sua giovinezza viaggiando per il continente indiano, studiando i sei Dārsana e le filosofie indiane.

Non smise mai di praticare e studiare yoga con diversi Maestri, tutti riconobbero in lui doti eccezionali, molti di questi chiesero di insegnare yoga ai loro figli.

Tra questi, Shri Ramamohan Brahmachari, uno dei rarissimi insegnanti di hatha yoga dell’epoca, che viveva in una grotta isolata con la moglie e i suoi tre figli. Da lui apprese oltre 3.000 āsana, prānāyāma, gli Yogasutra e le qualità terapeutiche dello yoga. Da lui ricevette la  missione di insegnare yoga e lo fece anche a scapito della carriera e delle possibilità di guadagno. Dovette infatti impiegarsi come caposquadra in una piantagione di caffè per sbarcare il lunario. Questa attività lo portò di nuovo a viaggiare e a diffondere lo pratica dello yoga.

Fu un vero e proprio pioniere del definire e ridefinire le posture e la loro esecuzione, nel disporle in sequenze e nell’associarle a qualità terapeutiche.

Due i fondamentali apporti di Krishnamacharya allo yoga moderno:
  • l’enfasi attribuita alle āsana, tale da emancipare l’hatha yoga dal suo ruolo oscuro e marginale nella pratica yoga verso un ruolo sempre più principale;
  • la sua riflessione didattica e pedagogica sulla pratica concretizzata nella lunga e fruttuosa carriera di insegnante, tale da portare i suoi allievi a forgiare la sostanza di quello che oggi chiamiamo yoga. Ad ogni allievo insegna in modo diverso, così che ciascuno di loro, ha sviluppato modalità e sistemi diversi di hatha yoga.

Insegnante ciò che avete dentro di voi, non per come si adatta a voi, ma per come si adatta agli altri. T. Krishnamacharya

Negli anni ’30 ricevette un importante incarico che lo portò a contatto con la Corte di Mysore. Il Maharaja di Mysore era molto interessato dall’indirizzo che aveva preso la sua ricerca vero la dimensione terapeutica e medica dello yoga.

È nell’ambiente del palazzo di Mysore che codificò il suo peculiare stile di yoga: Astānga Vinyāsa Yoga.

Può essere considerato come una sintesi di diversi metodi, tra Hatha Yoga, ginnastica callistenica e lotta libera indiana. Si articolava nell’esecuzione di seguenze di asana in rapida successione e senza interruzione di sorta. Il movimento è coordinato dal respiro e lo sguardo fisso, con l’obiettivo di condurre a stati meditativi. Ne elaborò tre serie riferibili a tre livelli: elementare, medio e avanzato.

Rimase sconosciuto all’Occidente per circa quarant’anni ma attualmente, Astānga Vinyāsa Yoga è tra le declinazioni più amate e conosciute dello Yoga Moderno, grazie all’opera del suo discepolo K. Pattabhi Jois.

 

BIBLIOGRAFIA:

https://en.wikipedia.org/wiki/Tirumalai_Krishnamacharya

Maria Angelillo, Modern Yoga – da Yoga Teoria e Pratica – Corriere della Sera e Yani

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