Meditazione del mandarino: il risveglio della consapevolezza

In questi giorni ho sperimentato la meditazione del mandarino proposta dal Maestro Thich Nhat Hanh per i bambini, alle mie lezioni yoga con gli adulti. La proposta è stata accolta con interesse e ha dato anche molta soddisfazione.

Una pratica molto interessante e sicuramente un’esperienza da ripetere.

Il Maestro Thich Nhat Hanh è un monaco vietnamita che ha dedicato la sua vita a promuovere la Pace nel mondo.

Durante gli anni ’60 – gli anni della guerra tra Vietnam e Stati Uniti – si fece promotore di un movimento di pace e di resistenza non violento. Fu osteggiato da entrambi i contendenti della feroce disputa poiché entrambi lo credevano alleato con il nemico. Si mise al servizio dei più deboli, aiutando la popolazione a ricostruire scuole, ospedali e villaggi. Nel 1967 incontra Martin Luther King e lo candida al Nobel per la Pace. Per le sue posizioni pacifiste fu costretto all’esilio e stabilitosi in Francia a Bordeaux fonda Plum Village, una comunità di monaci e laici, uomini e donne, che vive e insegnano l’arte di vivere in consapevolezza. In questo luogo si svolgono continuamente attività di formazione ed accoglienza per adulti e bambini di varie nazionalità.

meditazione del mandarino

Photo https://plumvillage.org/

Tra le diverse proposte di pratica di consapevolezza che il Maestro Thai rivolge ai bambini c’è la meditazione del mandarino.

Ma in sostanza cosa c’è da fare nella meditazione del mandarino?

Si tratta di dedicare 10 minuti del nostro tempo a mangiare un mandarino. Mangiarlo non solo con la bocca, ma iniziare a mangiarlo con gli occhi, con il naso, con le mani, e perché no, con l’orecchio. Sì, esatto. Attivare i nostri cinque sensi sul mandarino.

  • Siediti comodo, sulla sedia o a terra, come vuoi, purché tu abbia un appoggio stabile per i piedi, il bacino e tu possa distendere la schiena e tenerla ben distesa.
VISTA
  • Guarda il tuo mandarino. Osserva la buccia, la superficie, le asperità e le levigature della buccia, se c’è il picciolo, la foglia o qualche imperfezione. Cerca di notare e memorizzare bene tutto. Poi decidi di accantonare il senso della vista, magari di chiudere gli occhi per amplificare gli altri sensi.
tatto
  • Tocca il tuo mandarino con la punta delle dita. Solo con le estremità dei polpastrelli e osserva le sensazioni che la buccia ti rimanda, la superficie, le asperità, il picciolo.
  • Passa il mandarino al palmo delle tue mani. Constatane la forma complessiva. Percepisci più che la superficie la massa nell’insieme.
  • Lascia che il mandarino ti accarezzi il dorso della mano o magari passalo su un angolo del viso. Constatane la temperatura. Le nostre mani spesso sono calde e con altre parti del corpo percepiamo temperature diverse.
olfatto
  • Annusa il mandarino ancora integro dalla buccia, ed annusa le tue mani. Rifletti sulla somiglianza o la diversità di questi odori.
  • Scegli di incidere con un unghia la buccia del mandarino. Verifica se questo gesto ha un suono e le sensazioni fisiche che rimangono sulla tua unghia. Constatane lo spesso della buccia, senti eventuale liquido che ti timane nella mano.
  • Annusa nuovamente il mandarino inciso e le tue mani. Rifletti sulle differenze con l’odore precedente.
  • Inizia lentamente a sbucciare il mandarino. Pensa esattamente a quello che stai facendo, segui il tuo dito che toglie la buccia. Osservati.
  • Finito di togliere la buccia constata come hai fatto: tanti piccoli pezzi di buccia oppure un unico pezzo?
  • Annusa la buccia, annusa il mandarino senza buccia, annusa le tue mani.
gusto
  • Inizia lentamente a togliere uno spicchio dal mandarino. Senti la dimensione tra le dita delle tue mani e la forma del mandarino che si disperde.
  • Prima di portare alla bocca il primo spicchio, osserva la tua bocca, verifica la tua salivazione, se si è già attivata ancora prima di mettere lo spicchio tra i denti.
  • Guarda il primo spicchio, riapri gli occhi e osservalo. Passalo poi tra gli incisivi e ascolta il disperdersi del succo nella tua bocca. Dopo questo primo passaggio inserisci lo spicchio in bocca e osservane la masticazione.
  • Uno spicchio alla volta, lentamente, magari contando gli spicchi, mangia il mandarino. Non smettere di essere vigile con i tuoi sensi, percepisci con consapevolezza ogni singolo spicchio. Contali.
  • Quando hai concluso gli spicchi, osserva cosa ti resta del mandarino, negli occhi, nelle mani, nell’udito, nella bocca. Nel cuore.

Perché fare la meditazione del mandarino, da grandi e anche da bambini?

Da grandi, perché andiamo sempre di corsa e non ci rendiamo conto di quando questa vita frenetica ci sottragga. Di quando perdiamo nel rincorrere tutto.

Da bambini per amplificare e rendere omaggio a quella attenzione che i bambini hanno dentro di sé, quella curiosità e quella capacità di osservazione che li anima. Non è necessariamente appagata da video giochi o regali costosi. Passare del tempo con loro, analizzare insieme a loro ogni dettaglio è il grande regalo che dovremmo fargli e farci.

Ho praticato la meditazione del mandarino con diversi gruppi genitori e bambini agli incontri che faccio mensilmente di Giocoyoga grandi e bambini insieme e ho sempre avuto da imparare da ciascun gruppo.

Se siete interessati allo yoga per bambini ne parlo in modo generale qui, mentre qui vi spiego come individuare una lezione adatta a voi. Mentre ancora qui, trovate il racconto di un’esperienza di yoga in classe di mia figlia.

La meditazione del mandarino è un inizio…

Può non finire qui. Se lo volete.

Potete continuare a fare questa piccola pratica tutte le volte che volete, se fosse possibile tutte le volte che mangiate un mandarino. Tutte le volte che mangiate. Sicuramente rimarrebbe indietro un sacco di altre faccende, ma la digestione de gioverebbe di sicuro.

Se avete voglia di sperimentarvi, di osservare quando siete capaci di ricorrere alle vostre percezioni, potrebbe essere interessante farlo con un mandarino immaginario… provateci!

Jonh Kabat-Zin, ricercatore, codificatore e promotore di un metodo Mindelfulness da lui elaborato che attinge da varie tecniche orientali – dallo yoga allo zen, con un attento studio degli insegnamenti buddisti – propone la meditazione dell’uva passa. Qui ne trovate la descrizione. Lo spirito sarà lo stesso, le difficoltà sicuramente diverse.

Provate e sappiatemi dire. Mi farebbe proprio piacere sapere le vostre opinioni.

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